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IstitutoGiorgioColli : DossierUrbaniModificheDecreto

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Eterno ritorno

Pubblicato anche su Punto Informatico external link

«La norma legislativa, o il giudizio del giudice, o il responso del prudente, soggiaciono ad una esigenza che è schiettamente scientifica: se si formulano come proprie non meno che si registrano come altrui, pretese fallaci, ossia non corrispondenti a comportamenti probabili, non si raggiungerà né lo scopo di descrivere, né quello di determinare, in qualche misura, il mondo delle pretese. Le grida manzoniane sono appunto un esempio di questo insuccesso, e quindi di questo limite della norma legislativa.»
Queste parole di Bruno Leoni, scritte nel 1962 (oggi sono in molti a sostenere tesi analoghe), mi tornano alla mente nell'accingermi a commentare le ultime novità su quel mostriciattolo giuridico che va sotto il nome di Decreto Urbani-Carlucci.
Qualche giorno fa sono state pubblicate, ad opera del collaboratore parlamentare del senatore Cortiana dott. Zammataro, le ipotesi di modifica al decreto external link, ora legge dello Stato.
Prima di analizzarle, brevemente, mi pare di dover segnalare che, ad alcuni mesi di distanza, non si danno notizie delle applicazioni temute all'indomani dell'approvazione del provvedimento. Le reti di file-sharing continuano ad essere popolate dalle ultime novità discografiche e cinematografiche, segno che sanzionare un comportamento tanto diffuso ha lo stesso senso di vietare le nevicate sulla Salerno – Reggio Calabria. Attendiamo allora il decreto del ministro competente, quello dei temporali.
Potremmo quindi concludere che discorrere delle modifiche ad una grida manzoniana ha il solo scopo di concorrere futilmente alla deforestazione dovuta alla produzione della carta. Ma siamo nell'era digitale, e non abbiamo alberi sulla coscienza. Per cui procediamo.
Punto Informatico ha sempre tenuto accesa l'attenzione sulle vicende delle norme in oggetto, e non tedierò, pertanto, il mio lettore riproponendo una storiella tanto grottesca. Entrerò subito in media res.
Le modifiche su cui si discute avrebbero i seguenti effetti:
È interessante rilevare come, nella sostanza, questa fosse la prima versione del decreto proposto dal Ministro della cultura, impianto normativo che pareva essere stato sconfitto, proprio grazie allo scoop di Punto Informatico e all'indignazione che tali norme, sebbene solo ventilate, avevano prodotto. Un ritorno al passato, che dovrebbe avere il sapore di una vittoria del cosiddetto popolo della rete. Si potrebbe ben esserne perplessi.

Quindi: il Ministro minaccia una norma in sintonia con la sua concezione del furto, ma poi decide che per questi delitti sia sufficiente una sanzione amministrativa. Il legislatore si sbaglia e pensando di ammorbidire ulteriormente il provvedimento finisce col trattare i file-sharers come meritano, ripensandoci quando è troppo tardi e promettendo di redimersi. La redenzione ci riporta al punto di partenza, con una differenza: tutti hanno vinto. Pare di essere di fronte ad una sceneggiatura ben studiata ed articolata sin dal principio. Ma una cosí superba strategia sembra improbabile, visti gli attori in campo.

Allora? Chi deve prepari i capponi.

AndreaRossato
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